sabato

Navigare con la brezza

In mare capita di non riuscire a rispettare i tempi previsti per il rientro mettendo in ansia chi ci aspetta in porto. Una tra le tante possibili ragioni, per la navigazione a vela, è quella di essersi lasciati portare dal vento senza tener conto che il ritorno poi di dura bolina avrebbe richiesto un tempo molto più lungo del previsto oppure, per un gommone, è quella di essersi lasciati portare dall'onda planando allegramente per miglia e miglia ritrovandosi, al ritorno, lavati da secchiate di non apprezzati spruzzi, a picchiare col muso su un'onda che ci ferma ad ogni incontro.

Non si è tenuto conto di una regola che per la vela suona pressappoco così: parti e naviga di bolina ed arriva fin dove puoi arrivare tirando bordi, così che al ritorno sarai favorito da venti portanti.

Possiamo adattarla anche ai gommoni o alle piccole barche a motore modificandola un poco: programma la prima parte della navigazione contro l'onda e vedi come si comporta la tua barca, ed il tuo equipaggio; eviterai sorprese al ritorno, perché navigherà con un maneggevole mare in poppa od al giardinetto. La regola ha la sua indubbia validità e non mi propongo certo di smentirla, tuttavia come la gran parte delle regole sacre anche questa ha le sue eccezioni: se ci proponiamo un'uscita che occupi tutta la giornata e con tempo di brezza, non sempre è conveniente programmare l'andata con vento e onda contrari, contando su un ritorno confortevole con vento e mare portanti. Dobbiamo mettere in conto che la direzione della brezza di mare ruota con il trascorrere delle ore. Assumiamo pertanto che il tempo sia buono, che il bollettino non preveda cambiamenti, ma anzi preveda regime di brezza, quanto di meglio per programmare un'uscita verso la tarda mattinata, una navigazione di alcune ore con meta qualche tranquilla caletta e ritorno nel tardo pomeriggio. Mollati gli ormeggi possiamo scegliere tra approdi sopravvento e altri sottovento rispetto alla nostra posizione. Quale meta scegliere? Oppure, ma è un'altra faccia dello stesso problema e forse più comune è decidere da che parte iniziare il giro di un'isola: faccio il giro in senso orario o antiorario? In ambedue i casi la conoscenza del fenomeno della brezza potrebbe suggerirci una decisione a ragion veduta. Vediamo allora come si sviluppa la brezza di mare e come il vento si modifica in intensità e soprattutto in direzione nel corso della giornata. Di una brezza di mare possiamo distinguere una fase iniziale, una di maturità ed una finale. Nella prima si instaurano quei meccanismi che la determinano e che poi la sosterranno durante la giornata. Nella fase di maturità la brezza prende consistenza ed i venti raggiungono la loro massima intensità. In questa fase oltre alle forze che provocano il vento se ne evidenzia anche un'altra, detta impropriamente «Forza deviante» di Coriolis che provoca la rotazione in senso orario (nel nostro emisfero, antiorario nell'emisfero Sud) della direzione del vento, fenomeno di cui dovremo, possibilmente, tener conto nella programmazione della nostra uscita giornaliera. Con il tramonto si verifica l'ultima fase, quella del cedimento della brezza, dove tutti i fenomeni si attenuano progressivamente fino a scomparire, per riprendere dopo alcune ore con la brezza di terra e, nuovamente, il giorno successivo con la brezza di mare se le condizioni meteo generali lo permetteranno.

L'INIZIO DELLA BREZZA
È una mattina tranquilla, serena, senza vento dal momento che le pressioni sia al suolo che in quota sono livellate (a parità di quota hanno lo stesso valore).

Ben presto la terra sotto l'azione solare si riscalda di più e più rapidamente della superficie del mare. L'aria è trasparente sia ai raggi luminosi che ai raggi infrarossi emanati dal sole e pertanto, non interagendo con questi, non viene direttamente riscaldata. Il calore che l'aria riceve lo assume direttamente dalle superfici con cui è a contatto e di conseguenza sulla terra avremo aria più calda che sul mare. In seguito al riscaldamento l'aria si «dilata» espandendo verso l'alto la colonna che la sovrasta e sebbene la pressione a livello del mare, in un primo tempo, rimanga invariata, sopra la terra, per alcune centinaia di metri, la pressione diventa più alta che alla medesima quota sul mare. In altre parole in quota sopra la superficie più calda si forma un'area di alta pressione rispetto alla medesima quota sul mare. La situazione non è più in equilibrio ed in quota si avrà uno spostamento di aria verso il mare con un duplice risultato: una diminuzione della pressione sulla costa, perché in alto l'aria sfugge verso il mare, ed un aumento della pressione sul mare per la ragione opposta, cioè l'arrivo in quota dell'aria sfuggita da sopra la costa. Ora lo squilibrio si forma anche a livello del mare e aria sarà spinta dall'alta pressione relativa formatasi sul mare verso la bassa pressione formatasi sulla costa. In effetti si è formata una circolazione (cella convettiva) dove al suolo l'aria spira dal mare verso terra (brezza di mare) ed in quota da terra verso il mare (controbrezza). Le dimensioni di questa circolazione sono molto limitate, poche centinaia di metri in verticale e poche miglia in orizzontale fuori dalla costa. Questo fenomeno si instaura nella mattinata iniziando con una bava di vento dal largo che increspa appena la superficie del mare e tende a spirare circa più o meno perpendicolarmente alla linea costiera.

FASE DELLA MATURITÀ
Con il procedere delle ore mano a mano che aumenta la differenza di temperatura tra la superficie terrestre e quella del mare per azione del sole, la brezza prende vigore. Il massimo dell'intensità, 10-15 nodi di vento, verrà raggiunto tra le 2 e le 4 del pomeriggio quando la superficie costiera raggiunge le temperature più alte.

La corrente ascendente è alimentata dall'aria umida proveniente dal mare. L'aria, a causa dell'espansione che si accompagna alla salita, diminuisce di temperatura e se il grado di umidità è sufficiente, ad alcune centinaia di metri di quota si può formare una nube cumuliforme, caratteristico segnale per chi viene dal mare, dell'isola sottostante talvolta nascosta dalla foschia. Veniamo ora alla direzione della brezza. Un effetto importante che interessa qualsiasi corpo che si muova sulla superficie terrestre e che non sia con essa solidale, è la sua continua tendenza a deviare verso la propria destra (nel nostro emisfero), verso la propria sinistra nell'(emisfero Sud) a causa della rotazione terrestre.

Ogni particella d'aria che si muova sarà soggetta a questa azione deviante (forza deviante di Coriolis) così che con il trascorrere delle ore la direzione generale della brezza sarà vista, da un osservatore sulla spiaggia, ruotare in senso orario. Se, per esempio, la direzione iniziale del vento fosse stata da Sud, nel tardo pomeriggio il vento sarà visto provenire da Sud-Ovest. Questo comportamento dipende non solo dalla rotazione ma anche dalla latitudine. La deviazione non si avverte nelle regioni equatoriali, aumenta con la latitudine, è massima ai poli. Alla latitudine media del Mediterraneo la rotazione in senso orario della direzione della brezza è di poco meno di 10 gradi per ogni ora, così che ci possiamo aspettare che la direzione del vento nel tardo pomeriggio sia ruotata di circa 50-60 gradi in senso orario rispetto alla direzione di provenienza dei primi refoli al mattino. Si può ricavare una spiegazione tenendo conto che, rispetto allo spazio e non rispetto alla superficie terrestre, la direzione della brezza tende a mantenersi costante per tutta la sua durata mentre la terra le «gira sotto». La direzione iniziale, con variazioni locali dovute all'orografia della costa, tende ad essere perpendicolare alla linea costiera ed a tagliare perpendicolarmente le isobare. La direzione finale (come in tutti i venti di qualsiasi origine) tende a portarsi parallela alle isobare con la bassa pressione alla propria sinistra.

Il moto ondoso generato dalla brezza, segue con un certo ritardo l'andamento di questa sia, per quanto riguarda l'intensità che la direzione e, dal momento che i venti più intensi sono nel pomeriggio, possiamo assumere che la direzione generale delle onde a fine giornata corrisponda grosso modo alla direzione di provenienza della fase più intensa della brezza.

FASE FINALE
Verso il tramonto con il calare del sole viene anche meno l'elemento vitale della brezza di mare: il surriscaldamento della terra rispetto alla superficie del mare. Il vento cala e con questo, anche se con un certo ritardo, il moto ondoso, si dissolvono le formazioni cumuliformi e, nelle prime ore della serata, la situazione gradualmente ritorna ad essere simile a quella esistente in primo mattino. Prima di trarre le conclusioni dobbiamo fare almeno due considerazioni.

La prima è che la brezza di mare è generata dal riscaldamento della costa, per cui l'esposizione e l'orografia costiera assumono una notevole rilevanza nei tempi e nelle modalità di sviluppo della brezza stessa. Le coste esposte ad Est, per esempio, vengono colpite per prime dai raggi solari e pertanto il meccanismo della brezza di mare ritarderà di un poco ed avrà il suo massimo più tardi nel pomeriggio rispetto al caso precedente.

La seconda considerazione è che il vento generato dal meccanismo della brezza si somma al vento eventualmente presente per altre cause risultandone un vento di maggiore o minore intensità a seconda che le due direzioni coincidano o siano di senso opposto. Sulla maggior parte del Mediterraneo, come generalmente alle latitudini temperate, i venti dominanti sono i venti occidentali, pertanto per questo «effetto somma» le coste rivolte ad occidente tenderanno ad essere caratterizzate da brezze di intensità superiore rispetto alle altre coste. Il progressivo rinforzo del vento durante la giornata, fino a non più di 10-15 nodi, e la sua rotazione sono caratteristiche peculiari della brezza di mare tanto che se un vento inizia con tutti gli attributi di una brezza di mare, ma poi durante la giornata assume una intensità eccessiva oppure non ruota con il trascorrere delle ore, allora vuol dire che altri meccanismi si stanno sovrapponendo come per esempio l'arrivo di una depressione. Si doveva decidere da che parte iniziare il giro dell'isola. A questo punto dovrebbe essere chiaro che, data la rotazione del vento, sarà favorito il percorso in senso antiorario.

Il percorso in senso inverso rischierebbe di essere tutto contro vento e contro mare specialmente lungo la parte occidentale dell'isola dove, per le ragioni più sopra citate, i venti hanno in media una intensità superiore a quelli lungo la parte orientale.

Nei casi di navigazione lungo costa si può tener presente che:

  • lungo le coste rivolte ad Est il vento inizia al mattino da Est Sud-Est per poi ruotare a Sud-Ovest.;
  • lungo le coste rivolte a Sud inizia al mattino da Sud-Est per poi ruotare a Sud-Ovest;
  • lungo le coste rivolte a Nord il vento inizia più tardi al mattino rispetto ai casi precedenti con un vento da Ovest che tende a ruotare a Nord a fine giornata.
Il meccanismo della brezza è molto delicato e l'orografia locale può interferire notevolmente come per esempio lungo la costa Dalmata dove per la caratteristica disposizione delle isole in senso parallelo alla costa, nel braccio di mare tra isola ed isola la brezza nel pomeriggio spira nella direzione esattamente opposta a quella del mattino, tipico esempio in cui si impone un'eccezione alla regola citata in apertura di questo articolo quando si voglia uscire al mattino per far ritorno alla sera.

La conclusione che possiamo trarre è che con tempo di brezza, e volendo sfruttare a nostro vantaggio la brezza di mare, dobbiamo tener conto che la direzione del vento al momento del ritorno può essere ruotata di parecchie decine di gradi rispetto al vento esistente al momento della nostra uscita.

A questo aggiungiamo che la direzione dell'onda tende a provenire dalla medesima direzione di provenienza del vento di massima intensità, e da ultimo, ma non certo fatto da sottovalutare è che anche le correnti di superficie sono influenzate dai venti prevalenti.

Queste correnti superficiali, sottocosta in prossimità dei capi, possono arrivare a parecchi nodi.